La tisana di camomilla comune (Matricaria camomilla L.) migliora la qualità del sonno? o quali altre erbe sono maggiormente indicate per te?
La natura del paziente
La fitoterapista analizza il profilo psicologico e il carattere del paziente, l'eziologia, la durata e la gravità dei disturbi del sonno e dell'insonnia assieme alla sintomatologia e a vari fattori di stile di vita correlati.
Spesso l'insonnia si manifesta per eccessiva latenza o debito di sonno oppure per i risvegli notturni frequenti o il risveglio troppo presto la mattina. Per gli adulti si ritiene che un sonno salutare debba durare dalle 4 alle 10 ore circa per notte. (Merck Manual 2003:467), cosicché soltanto il sonno non ristoratore sarebbe d'importanza clinica.
Solo la diagnosi corretta e individuale delle cause d'insonnia di ogni paziente conduce a strategie adeguate e salutari. Tra i fattori causanti imputabili troviamo gli eccessi di caffeina, alcolici, cioccolato, formaggio, zucchero e un'alimentazione complessivamente scorretta, la quale conduce a disturbi digestivi. La suscettibilità ai cibi sopraelencati potrebbe aumentare con l'età, poiché la ghiandola pineale nel cervello produce melatonina, un ormone in calo del 90% negli anziani, il quale regola "gli orologi" del nostro organismo che controllano i nostri ritmi di sonno-veglia e dell'appetito (Motilva et al 2001:920).
Stati stressogeni conducono a reazioni di lotta o di fuga, le quali stimolano la produzione di adrenalina e altri ormoni coinvolti nei ritmi sonno veglia o perdita degli stessi (Kapit et al 2000:106). Adrenalina e noradrenalina sono prodotti dalle ghiandole surrenali (ghiandole sopra i reni) in risposta a emozioni di paura e ansia (Hoffman 1990:17).
Altre cause di perdita di sonno e insonnia si riscontrano in coloro che soffrono d'asma, di malattie cardiache, d'incontinenza, in presenza di dolori osteoarticolari, di apnea, vampate di calore notturne o come effetti collaterali farmacologici oppure per astinenza dagli stessi.
Trattamento olistico del paziente con le erbe medicinali
In seguito all'analisi della natura del paziente e dei disturbi del sonno, la fitoterapista valuta il grado di calore energetico delle erbe medicinali per abbinarle al ritmo metabolico della costituzione individuale. Questa fase è paragonabile all'esame delle qualità di diversi combustibili per aumentare l'efficienza di un particolare modello d'automobile.
Ad esempio, per una persona ansiosa dalla lunga latenza di sonno potrebbero essere indicate erbe rilassanti nervine come la Chamomilla recutita (Chamomilla comune), la Chamaemelum nobile (Camomilla romana) oppure la Valeriana officinalis (Valeriana). D'altronde, l'Humulum lupulus (Luppolo) sarebbe la scelta migliore di tutte per rinfrescare e calmare il temperamento eccitabile e "sanguigno" di un paziente dalla circolazione calda e rapida, laddove la Valeriana e, in minor grado, anche la Camomilla, non riuscirebbero a gestire ansia ed eccitabilità per le loro proprietà farmaco-cinetiche riscaldanti, seppur lievi. Mentre il Luppolo non sarebbe altretanto utile a pazienti dal temperamento "flemmatico", dalla circolazione piuttosto "lenta" e, perciò, tendenzialmente insofferenti al freddo.
Una digestione lenta spesso impedisce di addormentarsi, a volte provocando infiammazione, calore ed emicrania, laddove un'erba medicinale amara e rinfrescante come la Stachys betonica (Betonica comune) potrebbe essere idonea. Quando si tratta di una paziente donna in menopausa, la quale si risvegliata in un bagno sudore per una vampata di calore, la Dioscorea villosa (Igname selvatico) potrebbe essere l'aggiunta necessaria alla prescrizione per le proprietà digestive rinfrescanti, antispasmodiche e fito-estrogeniche (similormonali). Tali erbe amare rinfrescanti sono anche nervine e ansiolitiche, in parte perché gli organi digestivi e intestinali sono collegati al nervo Vago craniale X.
Un paziente dal sonno leggero a causa di contrazioni muscolari nervose involontarie e dolori osteoarticolari, potrebbe migliorare con erbe rilassanti dall'effetto paragonabilie a una boule dell'acqua calda. Tra le erbe maggiormente indicate troviamo lo Zingiber officinale (Zenzero), il Piper nigrum (Pepe nero) e il Capsicum minimum (Peperoncino di Cayenna). Invece, le erbe riscaldanti aggraverebbero dolori e acciacchi nei pazienti dalla costituzione calda e infiammata.
Fonti:
- Hoffman, David (1990) Herbal Stress Control. London, New York, Sydney, Toronto: Guild Publishing.
- Kapit, Wynn, Macey Robert I, Meisami, Esmail (2000) The Physiology Coloring Book. San Francisco, Reading Massachusetts, New York, Harlow England, Don Mills Ontario, Sydney, Mexico City, Madrid, Amsterdam: Addison Wesley Longman, Inc.
- Manuale Merck (2003) The Merck Manual of Medical Information (2nd home edn.). Whitehouse Station NJ: Merck Research Laboratories.
- Motilva V, Cabeza J & Alarcon de La Lastra C (2001) New Issues about Melatonin and its Effects on the Digestive System. Current Pharmaceutical Design 7, 909-931.
Rispondi