Sostanze naturali ad ampio margine di sicurezza di tipo simile agli alimenti, preparate secondo il buon senso dei metodi tradizionali, non necessitano di stabilire la dose efficace (ED50), cioè il rapporto con la dose tossica (TD50) e la dose letale (LD50), perché le reazioni avverse sono di tipo alimentare, e quindi, relativemente piú lievi dei farmaci.
Ad esempio, sarebbe superfluo determinare la dose tossica dell’olio extra-vergine d’oliva per confermare i suoi benefici sulla salute cardiovascolare, perché il buon senso ci impedisce normalmente di berne una dose di mezzo litro!
Allo stesso modo, studi sui funghi medicinali si sono rivelati superflui: il Coriolus versicolor ha dimostrato una LD50 di 18gr/Kg su topi, cioè quasi il 1,8% del peso corporeo dopo 90 giorni di somministrazione di estratto acquoso concentrato, cioè una concentrazione del fungo maggiore di fungo rispetto alla dose generalmente consigliata di 3g, 3 volte al giorno (9grammi) di fungo fresco (Barros et al 2016).
Una review sulla Grifola fondosa (Maitake) dimostra che dosaggi del 5-20% del peso corporeo sarebbero impossibili da integrare nella dieta umana (Chu et al 2002, Mayell 2001).
"In Occidente, la corsa all’innovazione scientifica si è sviluppata priva di basi storiche rigorosamente empiriche. La ricerca finalizzata alla sintesi di nuove sostanze, sebbene basata sulla copia delle strutture chimiche delle piante, ha finito per generare effetti collaterali molto più gravi. Per rimediare a quest’ultimi, il medico ricorre alla polifarmacia, dove combinazioni di farmaci sono prescritte per gestire complicanze, raramente supportate da prove scientifiche sufficienti (Langan e Shajahan 2010, Stoller et al 2008, Br Med J 1980, Shorvon e Reynolds 1979).
L’esigenza dell’industria è di produrre una sola sostanza farmacologica riproducibile in conformità a numerosi studi di ricerca in vitro, in vivo, e infine a doppio cieco, randomizzati su vasti gruppi di persone, per una sola azione fisiologica, generalizzabile alla media della popolazione e, dunque, brevettabile per la vendita in massa; tutto ciò senza prendere in considerazione che il paziente possa avere esigenze significativamente superiori oppure inferiori alla media statistica della popolazione.
Mentre lo studio della medicina tradizionale è classificato prevalentemente come osservazione fenomenologica, cioè ricerca qualitativa basata sull’opinione esperta di livello V, in fondo alla piramide delle prove considerate scientifiche (Morshed e Bhandari 2008).
"Il dibattito riguarda i metodi utilizzati negli studi scientifici quantitativi, la cui importanza è centrale nell'epidemiologia di massa (Bagnato 2009). Pertanto, gli studi randomizzati a doppio cieco di livello I sono considerati dalla medicina molecolare come l'apice della piramide delle prove."
La visione storica olistica di ogni tradizione medicinale ci pone davanti una piramide dell’efficacia terapeutica ribaltata: ad esempio, San Tommaso D’Aquino, considerava l’unità tra mente, anima e corpo, tra fenomenologia e fisicità, realtà inscindibile e di massima importanza terapeutica (De Robertis e Brookdale 2011). Questa visione appartiene a ogni tradizione olistica che svolga un ruolo etico e spirituale.
Tra i metodi di ricerca qualitativi olistici esemplari, è possibile usare modelli per la raccolta di casi clinici qualitativi e di interviste di singoli pazienti (Wardle et al 2010, Wolf 2008). La ricerca utile al medico potrebbe consistere di una combinazione di dati di casi clinici, interviste e, per esempio, di sondaggi e questionari postali o elettronici che raccolgano dati meno complessi, meno intimi e più adatti alla quantificazione.
Oltre alle analisi ematologiche e alle investigazioni mediche ospedaliere, diversi parametri di diagnosi differenziale si adattano al controllo qualitativo di manifestazioni dinamiche e complesse di prassi clinica, integrabile con i metodi analitici di sistemi medici tradizionali occidentali e orientali.
In conclusione, le esigenze cliniche suggeriscono la necessità di cambiare le priorità dell’etica della metodologia dalla evidence-based medicine (EBM), basata sulle prove sperimentali epidemiologiche e dati quantitativi ristretti alla medicina molecolare, con un concetto di evidence-based practice (EBP), che dovrebbe essere sostenuta da prove cliniche che tengano in considerazione la medicina sia molecolare, sia la scienza fisica, dato che quest'ultima meglio si adatta a misurare aspetti energetici che influenzano la salute umana, per esempio, le onde vibrazionali elettromagnetiche generate dal pensiero umano e dalle funzioni cardiache (Dawes, M. 2004).
Fonti
Bagnato, G. (2009). Metodologia della ricerca epidemiologica e metodi quantitativi [Methodology of epidemiological research and quantitative methods]. Edizioni Scientifiche Italiane.
Barros, A. B., Ferrão, J., & Fernandes, T. (2016). A safety assessment of Coriolus versicolor biomass as a food supplement. Food & Nutrition Research, 60(1), 29953.
Chu, K. K. W et al. (2002). Coriolus versicolor: A medicinal mushroom with promising immunotherapeutic values. The Journal of Clinical Pharmacology, 42(9), 976–984.
Dawes, M. (2004). Evidence-Based Practice: A primer for health care professionals (2nd ed.). Churchill Livingstone.
De Robertis, E. M. (2011). Deriving a humanistic–existential approach to child development from the work of Carl Rogers and Thomas Aquinas. Journal of Humanistic Psychology, 51(3), 320–336.
Langan, J & Shajahan, P. (2010). Antipsychotic polypharmacy: Review of mechanisms, mortality and management. The Psychiatrist, 34(2), 58–62.
Mayell, M. (2001). Abstract. Maitake extracts and their therapeutic potential. Alternative Medicine Review, 6(1), 48–60.
Morshed, S., & Bhandari, M. (2008). Clinical trial design in fracture-healing research: Meeting the challenge. Journal of Bone and Joint Surgery, 90 (Suppl 4), 58–67.
Stoller, E. P. et al. (2008). Alcohol use and polypharmacy among older adults: Risks and associations with adverse drug events. Alcohol, 42(4), 261–267.
Wardle et al. (2010). A qualitative study of naturopathy in rural practice: A focus upon naturopaths’ experiences and perceptions of rural patients and demands for their services. BMC Health Services Research, 10(1), 185.
Wolf, Z. R. (2008). Nursing practice and qualitative research: Understanding the focus on human experience. International Journal of Human Caring, 12(3), 44–51.